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	<title>Utg Prefettura Benevento</title>
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	<description>Notizie e informazioni sulla prefettura di Benevento e sulle leggi italiane</description>
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		<title>Ristorazione e produzioni locali in Campania</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 11:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie al clima mite ed alla favorevole posizione geografica, la regione Campania costituisce un vero e proprio scrigno nel cuore dell’Italia, per la sua produzione locale. Uno scrigno sul mare Importante territorio per il settore agroalimentare, dalle aziende campane giungono sulle tavole italiane e straniere ogni giorno farina, pasta, olio, aceto e vino, mozzarelle, formaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/neapel_Golf.jpg" alt="Campania" title="Veduta del Golfo di Napoli" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-68" /><strong>Grazie al clima mite ed alla favorevole posizione geografica, la regione Campania costituisce un vero e proprio scrigno nel cuore dell’Italia, per la sua produzione locale.</strong><span id="more-67"></span></p>
<h2>Uno scrigno sul mare</h2>
<p>Importante territorio per il settore agroalimentare, dalle aziende campane giungono sulle tavole italiane e straniere ogni giorno farina, pasta, olio, aceto e vino, mozzarelle, formaggi e salumi di tutti i tipi. Senza dimenticare i rinomati dolci della zona e le marmellate preparate con la  frutta maturata al caldo sole campano. Campania è anche sinonimo di un’ampia gamma di prodotti ittici che va dai crostacei alle alici fino ai frutti di mare, di agrumi dalle tinte lucenti e dal sapore delizioso, di mozzarella e di carne di bufala.</p>
<h2>Slow food campano</h2>
<p>La gastronomia campana, cultrice d’eccellenza dello slow food, propone una varietà genuina e colorata di pietanze tradizionali. Molti sono i primi piatti a base di pasta fatta a mano, che viene preparata seguendo ancora oggi antiche ricette casalinghe. Tra queste sono degne di nota le Lagane, caratteristiche della zona beneventana, i cavatelli e le orecchiette tipiche della cucina avellinese ma anche gli gnocchi ed i tagliolini di Caserta. Lungo la costiera non mancano invece mai le fritture di pesce ed i frutti di mare che accompagnano i primi o che troneggiano in qualità di secondo sulle tavole, mentre nella zona di Napoli non possono mancare la pizza con la mozzarella e gli spaghetti al sugo di pomodoro. Ottimi sono anche i vini DOCG che la Campania propone ai convitati. Ed a fine pasto non dovrebbe mancare il limoncello, prodotto nel Casertano.</p>
<h2>L’imbarazzo della scelta</h2>
<p>La regione Campania offre molteplici strutture enogastronomiche. I visitatori possono scegliere tra lussuosi ristoranti e caratteristiche trattorie per una degustazione delle prelibatezze regionali. Inoltre la gastronomia locale dispone di molti agriturismi dove è possibile godere delle gioie del palato, magari lasciandosi avvolgere dal suono coinvolgente della musica popolare campana. </p>
<p>Illustrazione: Sergiogen &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’economia campana: roba da scienziati?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 11:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si tende erroneamente a pensare che l’economia politica sia argomento astratto e riservato soltanto a pochi; di fatto essa abbraccia tutte le attività del vivere quotidiano necessarie a soddisfare le esigenze dell’uomo come la produzione, lo scambio e la moneta. E’ lo studio di quest’ampia gamma di fenomeni economici attraverso le quali l’umanità utilizza le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-51" title="Napoli, Vesuvio" src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/neapel.jpg" alt="Economia Campana" width="300" height="200" /><strong>Si tende erroneamente a pensare che l’economia politica sia argomento astratto e riservato soltanto a pochi; di fatto essa abbraccia tutte le attività del vivere quotidiano necessarie a soddisfare le esigenze dell’uomo come la produzione, lo scambio e la moneta. E’ lo studio di quest’ampia gamma di fenomeni economici attraverso le quali l’umanità utilizza le risorse a sua disposizione, l’oggetto di quella scienza che ne studia i percorsi.</strong><span id="more-49"></span></p>
<h2>Campania, terra di tesori</h2>
<p>La Campania, con una superficie di 13.500 kmq, è terra dalle infinite risorse. Il paesaggio affascinante delle sue coste che attira migliaia di visitatori ogni anno ed i molti siti di interesse culturale che custodiscono tesori unici ed antichi, ma anche i parchi naturali con la tipica vegetazione mediterranea o le meravigliose isole,  ne fanno un luogo di elevato interesse turistico. Il clima mite e la posizione geografica privilegiata, agevolano l’agricoltura di ottimi prodotti ortofrutticoli e l’allevamento di bestiame, tra cui le bufale campane il cui latte viene utilizzato per produrre la rinomata mozzarella DOP. Anche il settore ittico vanta una notevole varietà di prodotti. Molti sono, di conseguenza, gli stabilimenti industriali della regione, oltre ad un numero considerevole di piccoli artigiani.</p>
<h2>Economia campana in cifre</h2>
<p>Secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, il PIL della Campania ha subito un calo dello 0,6 per cento nello scorso anno, contro l’1,3 per cento di crescita rilevato nel resto del paese.Sussiste in questa regione un forte squilibrio tra domanda ed offerta di lavoro ed il numero dei disoccupati cresce senza sosta. Le statistiche presentano numeri sconcertanti: in Campania più della metà della popolazione è senza lavoro e tra questi la maggioranza sono giovani, mentre in circa un quarto delle famiglie campane non vi è un solo elemento in possesso di un’occupazione.Anche le imprese, che nello scorso anno erano tornate ad investire, dall’inizio del 2011 stanno  dando segni evidenti di sfiducia: il fatturato cresce troppo poco e gli investimenti diminuiscono in modo consequenziale. Anche il commercio ed il turismo nel 2010 e nei primi mesi del 2011 si sono dimostrati settori di scarso rendimento.</p>
<p>Immagine: Rilo Naumann &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il ruolo degli uffici turistici e delle associazioni turistiche locali</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 11:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio dell’Organizzazione Nazionale del Turismo, il continente europeo ha registrato durante il primo semestre del 2011, l’arrivo di 440 milioni di visite da parte di ospiti stranieri, aggiudicandosi in questo modo un aumento del +6,4% di visite rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Italia, that’s amore In Italia, nello stesso lasso di tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-46" title="Colosseo" src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/kolosseum.jpg" alt="Uffici Turistici" width="300" height="225" /><strong>Secondo uno studio dell’Organizzazione Nazionale del Turismo, il continente europeo ha registrato durante il primo semestre del 2011, l’arrivo di 440 milioni di visite da parte di ospiti stranieri, aggiudicandosi in questo modo un aumento del +6,4% di visite rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente.</strong><span id="more-45"></span><br />
<br/><br/></p>
<h2>Italia, that’s amore</h2>
<p>In Italia, nello stesso lasso di tempo, il numero delle visite da parte dei vacanzieri stranieri è cresciuto del 3% mentre quello degli italiani che hanno deciso di trascorrere la villeggiatura su territorio nazionale ha superato l’ 8% di crescita rispetto all’anno precedente. Nel nostro paese,  la spesa turistica dei viaggiatori nel 2011, ha registrato un incremento pari al 2,3% contro il 5,8% di quello degli ospiti extra-europei che hanno scelto di visitare l’Italia. L’Italia si posiziona, a livello mondiale, fra le mete turistiche più amate dai viaggiatori di tutto il mondo.<br />
Italia, un prodotto frammentato?</p>
<h2>Il ruolo degli enti locali&#8230;</h2>
<p>&#8230; nell’ambito del turismo è controverso ed ampiamente dibattuto. Molti avvertono nella amministrazione del turismo da parte di comuni regioni, province ed a livello nazionale, una necessità da un lato ma, dall’altro, anche il rischio di controlli e legislazioni troppo differenti tra le diverse regioni a causa della frammentazione che tale modello amministrativo crea.<br />
Gli standard dei molti enti preposti al controllo diretto degli operatori del settore turistico ed alla supervisione indiretta della tutela ambientale, oltre che all’incentivazione ed alla promozione del prodotto Italia, spesso danno luogo ad un’assenza di omogeneità a livello nazionale.</p>
<h2>A chi rivolgersi per le informazioni turistiche?</h2>
<p>Mentre la legislazione in materia è affidata alle regioni, grazie a contributi statali, regionali e di altri enti pubblici, l’ENIT (Ente Nazionale per il Turismo) provvede all’organizzazione ed al coordinamento delle attività turistiche italiane. Questo ente pubblico che si occupa della produzione e della pubblicità dei prodotti turistici italiani, fornisce attraverso le associazioni di promozione turistica (APT), presenti sull’intero territorio nazionale, indicazioni agli ospiti connazionali e stranieri in merito a strutture ricettive, commerciali e mezzi di trasporto locali.</p>
<p>Foto: TaoTina &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Pro e contro delle attivita´di accorpamento dei comuni italiani con meno di 5000 abitanti</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 11:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il decreto legge n. 138 della Manovra di Ferragosto prevede l’unione dei Comuni italiani con una popolazione inferiore a 1000 abitanti e che siano ubicati nella stessa regione, fino ad accorparli in un’ Unione Municipale di almeno 5000 anime. I comuni manterranno la propria identità e autonomia costituendo un unico ente per gestire in forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/italien-karte.jpg" alt="Italia unita?" title="Mappa Italia" width="254" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-43" /><strong>Il decreto legge n. 138 della Manovra di Ferragosto prevede l’unione dei Comuni italiani con una popolazione inferiore a 1000 abitanti e che siano ubicati nella stessa regione, fino ad accorparli in un’ Unione Municipale di almeno 5000 anime. I comuni manterranno la propria identità e autonomia costituendo un unico ente per gestire in forma associata una molteplicità di funzioni e servizi al cittadino.</strong><span id="more-41"></span></p>
<h2>Unione sì, unione no</h2>
<p>Coloro che caldeggiano questa proposta sostengono si tratti di un modo sicuro per migliorare i sistemi amministrativi locali, per offrire un servizio più efficiente e per consentire allo Stato di risparmiare cifre ingenti, adeguando le realtà amministrative ai cambiamenti urbanistici e sociali. Chi è contrario afferma che, proprio grazie ad alcune attuazioni sul piano della centralizzazione dei servizi già avvenuti in seguito alla legge 276/2000, la riduzione delle spese sarebbe oggigiorno solo fittizia poiché limitata a quelle amministrative. Gli amministratori dei piccoli Comuni svolgono, nella maggioranza dei casi, il loro compito dietro compensi irrisori che non giustificherebbero in alcun modo la costituzione di un’Unione Municipale, priva di una socialità ed un’economia coesa. Un’ ulteriore critica viene riservata alla soppressione degli organi governativi che subiranno i piccoli comuni in questo modo. Spariranno le Giunte ed i Consigli Comunali e gli abitanti potranno eleggere solamente il Sindaco del loro Comune. Saranno poi i Sindaci dell’Unione a nominare, al loro interno, il Sindaco dell’Unione Municipale. </p>
<h2>Meglio la fusione?</h2>
<p>L’unione dei comuni non va confusa con quella che è la loro fusione. Quest’ultima prevede da parte di un nuovo comune la sostituzione di due o più comuni che scompaiono. Nel regolamento delle fusioni non è indicata la soglia demografica che deve essere raggiunta come invece accade in caso di Unione Municipale, dove il numero della popolazione residente deve comprendere almeno 5000 anime. La fusione prevede, inoltre, l’ottenimento da parte del nuovo comune di incentivi economici statali e regionali. Oggi i Sindaci di molte piccole realtà territoriali si stanno interrogando su quale sia la via migliore: optare per l’unificazione volontaria attraverso una fusione oppure aspettare l’attuazione del decreto legge varato la scorsa estate.</p>
<p>Foto: Hellen &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Ruolo del Governo Italiano: stato mostruoso, stato umano</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 11:35:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel suo libro Leviatano, il filosofo Thomas Hobbes (1588-1679) sostiene che lo stato possa essere una grande entità simile agli uomini da cui è composta, ma che possa anche trasformarsi in un mostro che muore schiacciato dai bisogni e dalle passioni umane. Secondo Hobbes, per lo stato tutti gli individui hanno gli stessi diritti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/italien_flagge.jpg" alt="Governo italiano" title="Mappa Italia" width="230" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-38" /><strong>Nel suo libro Leviatano, il filosofo Thomas Hobbes (1588-1679) sostiene che lo stato possa essere una grande entità simile agli uomini da cui è composta, ma che possa anche trasformarsi in un mostro che muore schiacciato dai bisogni e dalle passioni umane. Secondo Hobbes, per lo stato tutti gli individui hanno gli stessi diritti e neanche chi  indossa le vesti della terribile creatura biblica che dà il titolo al libro, può arrogarne di maggiori. Per il filosofo la madre del diritto è la filosofia che non riconosce né poteri, né diritti maggiori ad alcuno tra gli uomini.</strong><span id="more-37"></span><br />
<br/><br/><br/></p>
<h2>La sovranità popolare</h2>
<p>Il Governo rappresenta, fondamentalmente, l’insieme di persone che in uno stato detengono il potere politico. Ma questa affermazione si può estendere ulteriormente: l’insieme di coloro che rappresentano tale potere costituisce un organo costituzionale indipendente che non sottosta ad altra autorità e che, insieme al popolo ed alle parti sociali e politiche, delinea lo stato. Uno stato viene definito democratico quando, attraverso le elezioni, la popolazione può scegliere i propri rappresentanti realizzando, in questo modo, la sovranità del popolo.</p>
<h2>Figli di serie B</h2>
<p>In Italia, di sovente, vige un rapporto conflittuale tra stato e regioni a causa della difficoltà di gestione delle relazioni tra l’autorità centrale e quelle periferiche. Alcune regioni piuttosto che altre lamentano di essere state abbandonate a sè stesse dal Governo. In particolar modo l’assenza del Governo viene avvertita nelle regioni dell’Italia meridionale, dove uno stato parallelo a quello delle istituzioni la fa spesso da padrone. La disoccupazione, l’assenza di formazione, la mancanza di un disegno definito inerente alle prospettive dei giovani e la malasanità sono, per chi vive in queste zone, segno inequivocabile di uno stato che si è dimenticato del suo popolo e dei suoi doveri. Spianando in tal modo la strada alle organizzazioni mafiose che colmano con una progettualità malavitosa i vuoti lasciati dalle istituzioni.   </p>
<p>Copyright: Grum_l &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Arte, cultura ed eventi in provincia di Benevento</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 11:29:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi è chi sostiene che lo stemma cittadino di Benevento richiami il cinghiale calidonio che il feroce eroe greco Diomede, che la leggenda vuole fondatore della città, avrebbe donato alla sua comunità. Dalla preistoria in poi, questa località sannitica vide l’alternarsi di molti domini, da quello romano a quello longobardo ed altri ancora, fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/08/benevento_italien.jpg" alt="Cultura in Benevento" title="benevento - chiesa santa sofia" width="300" height="198" class="alignleft size-medium wp-image-33" /><strong>Vi è chi sostiene che lo stemma cittadino di Benevento richiami il cinghiale calidonio che il feroce eroe greco Diomede, che la leggenda vuole fondatore della città, avrebbe donato alla sua comunità. Dalla preistoria in poi, questa località sannitica vide l’alternarsi di molti domini, da quello romano a quello longobardo ed altri ancora, fino a quando, nel 1860 fu annessa al regno d’Italia. La sua provincia comprende oggi 78 comuni, dislocati tra gli splendidi paesaggi del nord-est della Campania.</strong><span id="more-30"></span></p>
<h2>Per la gioia dei gourmet</h2>
<p>Moltissimi sono gli eventi che la provincia di Benevento propone ai propri visitatori.  Un ricco calendario di feste e sagre coinvolge città e paesi con la presentazione e la degustazione dei prodotti e delle pietanze locali. Le specialità culinarie offerte comprendono un’ampia varietà di specialità campane: i formaggi tipici come il caciocavallo e il pecorino, il  prosciutto, i funghi e le castagne e, ovviamente, il grano, l’ottimo olio ed i rinomati vini della zona come la Falanghina del Sannio e l’Aglianico del Taburno.Per il turista queste sagre locali non solo rappresentano una via per conoscere la cucina ma sono anche un piacevole modo per venire a contatto con le tradizioni e costumi del luogo.<br />
Delizie per gli occhi e la mente</p>
<h2>Benevento e la zanna di cinghiale</h2>
<p>Numerose sono anche le feste patronali e religiose che ogni mese vengono celebrate nella provincia di Benevento e durante le quali si ammirano le  processioni, accompagnate da fiaccolate e canti, snodarsi attraverso il suggestivo scenario di vicoli e piazze. Gli eventi organizzati non si limitano però soltanto al perpetuarsi di antiche tradizioni, ma riservano ampi spazi anche agli avvenimenti artistici. Il capoluogo di provincia stesso è rinomato per il Premio Strega della letteratura ed il Festival Benevento Città Spettacoli, mentre a San Giorgio di Sannio si tiene l’annuale Premio Internazionale Giornalistico e Letterario Marzani. Svariate manifestazioni sonore che propongono i diversi generi musicali, dal jazz alla musica popolare, attirano un folto pubblico giovane e meno giovane in questa terra dalle origini remote. </p>
<p>Illustrazione: geco &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Violazione del Codice della Strada: responsabilità del conducente o dell&#8217;autonoleggio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 08:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attività del noleggio auto prevede che si instauri un rapporto di reciprocità tra conducente e impresa noleggiatrice sia rispetto agli obblighi contrattuali, sia in fatto di responabilità verso terzi. Il Codice della Strada, al riguardo, prevede una serie sufficientemente completa di ipotesi sanzionabili rilevando talora la responsabilità dell&#8217;uno, talaltra dell&#8217;impresa. Responsabilità del conducente Riguardo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/benevento_karte_cartina.jpg" alt="Violazione del Codice della Strada - autonoleggio" title="cartina benevento" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-23" /><strong>L&#8217;attività del noleggio auto prevede che si instauri un rapporto di reciprocità tra conducente e impresa noleggiatrice sia rispetto agli obblighi contrattuali, sia in fatto di responabilità verso terzi. Il Codice della Strada, al riguardo, prevede una serie sufficientemente completa di ipotesi sanzionabili rilevando talora la responsabilità dell&#8217;uno, talaltra dell&#8217;impresa.</strong><span id="more-20"></span></p>
<h2>Responsabilità del conducente</h2>
<p>Riguardo alla responabilità puntuale del conducente, oltre a tutte gli obblighi riferibili in via generale, si segnala che, stipulando con l&#8217;<a href="http://www.autonoleggio-online.it/Italia/Autonoleggio-Benevento.aspx" target="_blank" >autonoleggio</a> apposito contratto di locazione, il conducente si assume anche tutti gli oneri riferibili al proprietario del mezzo. Infatti, il principio di corresponsabilità tra le due figure – conducente e proprietario – prevede che quest&#8217;ultimo vada a compensare l&#8217;inerzia dell&#8217;autonoleggio. ll primo essendo, per legge, l&#8217;obbligato in solido delle violazioni del Codice della Strada. Nel caso di un’auto noleggiata, il conducente è anche obbligato in solido delle sanzioni ad esso riferibili. Pertanto, il conducente, all&#8217;atto della consegna del veicolo e quindi prima di mettersi alla guida, deve verificare la sussistenza di tutti i requisiti richiesti dal Codice della Strada: dall&#8217;esistenza dei documenti obbligatori (carta di circolazione, certificato e contrassegno assicurativo) all&#8217;efficienza dei dispositivi costruttivi e funzionali (indicatori di direzione, pneumatici, luci etc.). In fase di controllo non potrà addurre motivi di scusabilità rispetto a violazioni del genere poiché la sua responabilità è piena e non riferibile agli obblighi dell&#8217;impresa del noleggio auto</p>
<h2>Responabilità dell&#8217;autonoleggio</h2>
<p>La responsabilità dell&#8217;impresa è piena nel momento di formazione del contratto del  noleggio auto. In questa fase, infatti, mantiene la sua qualità di obbligato in solido dovendo ancora accertare la corrispondenza dei requisiti del conducente ai fini dell&#8217;esecuzione del contratto. Se l&#8217;impresa non assolve a quest&#8217;obbligo resta responsabile per tutto il periodo di locazione persistendo di fatto una responsabità grave per incauto affidamento del veicolo di sua proprietà. Al riguardo, il Codice della Strada prevede specifiche sanzioni: sia che l&#8217;affidamento risulti effettuato a persona non ancora in possesso dei requisiti fisici e psichici necessari per poter aspirare ad ottenere il titolo abilitativo alla guida, sia che risulti provvisoriamente inabilitato per gravi sanzioni o che non l&#8217;abbia mai conseguita. In ogni caso, alla sanzione amministrativa principale si aggiunge quella accessoria del fermo amministrativo per tre mesi del veicolo locato.    </p>
<p>Foto: i.Ti. &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Disciplina normativa sul noleggio degli autoveicoli in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 07:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[In strada]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Noleggio degli autoveicoli]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Prefettura di Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto pubblico locale]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ordinamento italiano disciplina il settore del renting attraverso due importanti blocchi normativi. Da un lato, ha incardinato tale attività commerciale in un più ampio settore che è quello rappresentato dai trasporti terrestri e quindi sottoposto all’autorità del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Dall’altro, con apposito decreto, ha delegato la competenza e le funzioni regolamentari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/rom_autos.jpg" alt="Disciplina normativa." title="Roma strada" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>L’ordinamento italiano disciplina il settore del renting attraverso due importanti blocchi normativi. Da un lato, ha incardinato tale attività commerciale in un più ampio settore che è quello rappresentato dai trasporti terrestri e quindi sottoposto all’autorità del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Dall’altro, con apposito decreto, ha delegato la competenza e le funzioni regolamentari alle Regioni.</strong><span id="more-16"></span></p>
<h2>La disciplina generale</h2>
<p>La disciplina generale che detta le linee guida del settore è contenuta nel decreto Legge n. 422/1997 e nel dPR n. 481/2001. L&#8217;uno è teso a delegare le funzioni e i compiti nel settore del trasporto pubblico locale alle Regioni e agli Enti pubblici. Prevede un ampio e dettagliato novero di definizioni concernenti le varie tipologie di attività e stabilisce gli obiettivi minimi che essi devono garantire, riservando allo Stato il potere di sostituzione laddove questi non siano raggiunti. L&#8217;altro stabilisce la competenza specifica dei Comuni nel rilasciare l&#8217;autorizzazione dell&#8217;esercizio dell&#8217;attività di autonoleggio. Con i suoi tre articoli, il dPR 481/2001 attribuisce la facoltà all&#8217;impresa nascente di rivolgere al Comune di residenza una semplice segnalazione certificata di inizio attività. A tale Ente spetta poi l&#8217;onere di trasmettere entro cinque giorni la dichiarazione ricevuta alla Prefettura competente per territorio che, a sua volta, verifica la sussistenza di eventuali motivi ostativi allo svolgimento dell&#8217;attività di autonoleggio. Laddove ricorrano cause di incompatibilità con esigenze di ordine e sicurezza pubblica, il Prefetto con atto motivato, entro sessanta giorni, può vietare la prosecuzione di tale attività dandone immediata notizia al dipartimento dei trasporti terrestri per far valutare eventuali provvedimenti sospensivi nei confronti della documentazione di circolazione dei veicoli appartenenti all&#8217;autonoleggio.</p>
<h2>La disciplina specifica</h2>
<p>Ciascun Comune adotta un proprio procedimento autorizzativo che è finalizzato alla raccolta di tutte le informazioni rilevanti per l&#8217;ordinamento. Nello specifico, sono richiesti a corredo della segnalazione d&#8217;inizio attività: l&#8217;autocertificazione dei soci firmatari o del rappresentante di licenza del possesso dei requisiti individuali e del certificato antimafia; planimetria degli spazi adibiti ad esposizione e sosta dei veicoli laddove l&#8217;autorimessa abbia aree esterne; versamento di una tassa corrispondente alle spese che sosterrà l&#8217;Ente; elenco dei veicoli di proprietà, o comunque nella disponibilità in solido, dell&#8217;impresa coprensivi di tutti i dati identificativi quali modello, tipo, targa e telaio. Le modalità di esercizio dell&#8217;attività sono rimesse alle regole del diritto commerciale generale e a quelle della disciplina dei contratti.</p>
<p>Foto: marekd &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L&#8217;Autovelox e le misure di sicurezza stradale</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 07:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[In strada]]></category>
		<category><![CDATA[Autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[In vacanza]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione Civile]]></category>
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		<description><![CDATA[La fenomenologia infortunistica ha raggiunto nell&#8217;ultimo ventennio delle cifre insostenibili. Le denunce arrivano non solo dal mondo imprenditoriale del settore assicurativo, che evidentemente registrano pesanti costi commerciali, ma, soprattutto, dai già vessati sistemi di sicurezza sociale, e non in ultimo, dai familiari delle vittime della strada. Nascita di una disciplina specifica E&#8217; proprio il numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/autovelox.jpg" alt="Autovelox in autostrada." title="autovelox" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-14" /><strong>La fenomenologia infortunistica ha raggiunto nell&#8217;ultimo ventennio delle cifre insostenibili. Le denunce arrivano non solo dal mondo imprenditoriale del settore assicurativo, che evidentemente registrano pesanti costi commerciali, ma, soprattutto, dai già vessati sistemi di sicurezza sociale, e non in ultimo, dai familiari delle vittime della strada.</strong><span id="more-13"></span></p>
<h2>Nascita di una disciplina specifica</h2>
<p>E&#8217; proprio il numero catastrofico dei feriti e dei deceduti, paragonabile in cifre solo a quello delle grandi guerre, a far appesantire il bilancio dei sistemi sanitari nazionali tanto da costituire un gravoso &#8221;costo sociale&#8221; per la generalità dei consociati. Ciò è certamente riferibile all&#8217;intensificazione del traffico e non è un caso se, almeno in Italia, una regolamentazione normativa sia stata promulgata proprio negli anni novanta del secolo scorso. Il Legislatore dell&#8217;epoca ritenne, infatti, di dover intervenire in un settore specifico che in quel momento iniziava a mostrare chiari segni di fragilità. Il sistema di norme che entrò a far parte della legislazione italiana mirò, quindi, a prevenire e sanzionare pesantemente tutti quei comportamenti che potevano mettere in pericolo la sicurezza stradale. Attraverso la minaccia di una sanzione si cercò di arginare un fenomeno in crescita costante e dalle forme in continua evoluzione.</p>
<h2>L&#8217;autovelox quale misura di prevenzione</h2>
<p>Novità assoluta del pacchetto normativo fu, tra l&#8217;altro, la previsione d&#8217;utilizzo di strumenti elettronici che fossero in grado di misurare la velocità eccessiva degli automobilisti, considerata tra le principali cause della fenomenologia che si voleva contrastare. E fu così che s&#8217;introdusse un mezzo considerato sin da subito come il nemico numero uno degli automobilisti più indisciplinati, l&#8217;autovelox. Basato su un semplicissimo sistema di calcolo e di accertamento dell&#8217;infrazione, sin dai suoi primi utilizzi, l&#8217;autovelox registrò una consolidata e generale abitudine a trasgredire i limiti imposti. L&#8217;inaspettato accertamento compiuto all&#8217;oscuro dell&#8217;automobilista, al quale solo dopo molto tempo giungevano pesantissime sanzioni economiche, venne però ritenuto come una forzatura del sistema di sicurezza che si voleva instaurare. Infatti, l&#8217;adozione di questi strumenti di prevenzione lievitò talmente tanto da far ritenere l&#8217;obiettivo perseguito come una finzione giuridica dietro la quale si nascondevano interessi di &#8220;cassa&#8221; delle amministrazioni operanti. Oggi, anche in aderenza ai princìpi comunitari vigenti, si è imposta una revisione di questo sistema di accertamento che ha mostrato i propri limiti soprattutto in relazione agli scarsi risultati sociali raggiunti. Nuovi orizzonti per la sicurezza stradale si vanno delineando attraverso differenti modalità di contrasto del fenomeno infortunistico delle quali l&#8217;informazione e la sensibilizzazione sociale rappresentano il primo passo da compiere.   </p>
<p>Illustrazione: ilfotoamatore83 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Prefettura di Benevento: compiti e responsabilità</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 14:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montalbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Prefettura di Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione Civile]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[A Benevento, come in ogni altra provincia italiana, la Prefettura è istituita al fine di svolgere numerose attività sia di coordinamento e controllo dei vari Enti pubblici territoriali, sia di tutela dell’ordine pubblico provinciale. Compiti In particolare, i suoi compiti sono raggruppati in sette specifiche macro aree: Ordine e Sicurezza Pubblica; Immigrazione; Elezioni; Enti Locali; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utgprefetturabn.it/wp-content/uploads/2011/09/polizei_italien.jpg" alt="La prefettura di Benevento." title="cane anti terrorismo" width="236" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-11" /><strong>A Benevento, come in ogni altra provincia italiana, la Prefettura è istituita al fine di svolgere numerose attività sia di coordinamento e controllo dei vari Enti pubblici territoriali, sia di tutela dell’ordine pubblico provinciale.</strong><span id="more-10"></span></p>
<h2>Compiti</h2>
<p>In particolare, i suoi compiti sono raggruppati in sette specifiche macro aree: Ordine e Sicurezza Pubblica; Immigrazione; Elezioni; Enti Locali; Protezione Civile; Conferenza Permanente; Statistiche. Per quanto attiene alla prima area, va immediatamente detto che il Prefetto è autorità provinciale di Pubblica Sicurezza e ciò gli conferisce una responsabilità rispetto alla stabilità dell’ordine pubblico e in fatto di coordinamento delle attività svolte dagli uffici di polizia operanti nella provincia di competenza. Il titolare dell’ufficio di Prefettura, quindi, predispone delle guide-lines generali che concorrono a delineare l’orientamento del Governo in periferia. Il circuito decisionale si completa infine con la predisposizione di ordinanze tecniche attuate dall’autorità locale di Pubblica Sicurezza, Questore in primis e Sindaci in via residuale. Il Prefetto, a tal fine, si avvale di un Comitato Provinciale con funzioni consultive che indice personalmente e che si compone dei vertici di ogni amministrazione singolarmente deputata all’attuazione delle disposizioni prefettizie. Tale Comitato ha una funzione compensativa degli interessi in gioco, soprattutto con riguardo alla compressione dei diritti tutelati dall’ordinamento. La partecipazione delle singole amministrazioni è funzionale quindi, non solo al riporto delle situazioni meritevoli di attenzione, ma anche a completare il quadro informativo necessario al Prefetto per poter assumere determinazioni. Negli ultimi anni la Prefettura di Benevento è stata sede di oltre cinquanta riunioni del Comitato in esame. I temi affrontati hanno visto in primissimo piano la questione dello smaltimento dei rifiuti campani e le tensioni correlate all’individuazione e funzionamento nella provincia sannitica di un ampio sito di discarica. Tra ordinanze specifiche e misure di vigilanza volte ad assicurare l’esercizio dell’impianto di Sant’Arcangelo Trimonte, la Prefettura di Benevento si è distinta in fatto di coordinamento e valutazione degli interessi contrapposti evitandone, di fatto, lo scontro.</p>
<h2>Responsabilità</h2>
<p>Dietro una siffatta articolata rete di compiti si cela una responsabilità puntuale del titolare dell’Ufficio di Prefettura. E ciò sia per espressa previsione normativa sia per motivi di opportunità politica. Infatti, da un lato, il Prefetto è individuato quale istituzione cui l’ordinamento deputa la responsabilità del mantenimento di una sicurezza sociale, dall’altro, la sua nomina è frutto di un rapporto di fiducia esternato dal Ministro dell’Interno che resta autorità nazionale di pubblica sicurezza.</p>
<p>Immagine: puckillustrations &#8211; Fotolia</p>
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