L’economia campana: roba da scienziati?
Si tende erroneamente a pensare che l’economia politica sia argomento astratto e riservato soltanto a pochi; di fatto essa abbraccia tutte le attività del vivere quotidiano necessarie a soddisfare le esigenze dell’uomo come la produzione, lo scambio e la moneta. E’ lo studio di quest’ampia gamma di fenomeni economici attraverso le quali l’umanità utilizza le risorse a sua disposizione, l’oggetto di quella scienza che ne studia i percorsi.
Campania, terra di tesori
La Campania, con una superficie di 13.500 kmq, è terra dalle infinite risorse. Il paesaggio affascinante delle sue coste che attira migliaia di visitatori ogni anno ed i molti siti di interesse culturale che custodiscono tesori unici ed antichi, ma anche i parchi naturali con la tipica vegetazione mediterranea o le meravigliose isole, ne fanno un luogo di elevato interesse turistico. Il clima mite e la posizione geografica privilegiata, agevolano l’agricoltura di ottimi prodotti ortofrutticoli e l’allevamento di bestiame, tra cui le bufale campane il cui latte viene utilizzato per produrre la rinomata mozzarella DOP. Anche il settore ittico vanta una notevole varietà di prodotti. Molti sono, di conseguenza, gli stabilimenti industriali della regione, oltre ad un numero considerevole di piccoli artigiani.
Economia campana in cifre
Secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, il PIL della Campania ha subito un calo dello 0,6 per cento nello scorso anno, contro l’1,3 per cento di crescita rilevato nel resto del paese.Sussiste in questa regione un forte squilibrio tra domanda ed offerta di lavoro ed il numero dei disoccupati cresce senza sosta. Le statistiche presentano numeri sconcertanti: in Campania più della metà della popolazione è senza lavoro e tra questi la maggioranza sono giovani, mentre in circa un quarto delle famiglie campane non vi è un solo elemento in possesso di un’occupazione.Anche le imprese, che nello scorso anno erano tornate ad investire, dall’inizio del 2011 stanno dando segni evidenti di sfiducia: il fatturato cresce troppo poco e gli investimenti diminuiscono in modo consequenziale. Anche il commercio ed il turismo nel 2010 e nei primi mesi del 2011 si sono dimostrati settori di scarso rendimento.
Immagine: Rilo Naumann – Fotolia
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